Dei giorni di Lugh e delle Feste del Grano

Sono i Giorni di Lugh, i giorni del sacrificio della madre e nutrice Tailtiu. Sono i giorni del Grande Fuoco, del primo Raccolto, del Ringraziamento. Sono i giorni dei frutti, i giorni di Lughnasadh o Lammas che dir si voglia.
La Madre elargisce i suoi doni, mentre i figli gioiscono dell’abbondante raccolto.
La mitologia nordica ci racconta che, dopo aver preparato con sacrificio le pianure irlandesi per l’agricoltura, Tailtiu morì. Per onorare il sacrificio estremo della madre e nutrice, Lugh istitui i giochi funebri. Così Colei che ha il Grembo color oro, ogni anno viene festeggiata, da secoli e secoli, in ogni dove.
Le genti di allora abbandonavano le armi e non v’era spazio per i sacrifici. Si danzava, si faceva grande festa, intorno a grandi fuochi.
Perfino nella mia adorata terra si abbandonano le ‘armi’. I contadini ripongono gli arnesi da lavoro, e v’è il divieto di qualsiasi lavoro femminile come il ricamo, la tessitura. C’è spazio solo per le danze, per il Fuoco Sacro.
La tradizione vuole che entro i primi giorni del mese di Agosto, i cereali vengano raccolti, così anche le erbe, poichè cominciano ad invecchiare.
E’ il tempo di gustare il nuovo frutto delle vigne. Mangiando, gli anziani dicono sempre: “Chicco nuovo, in bocca vecchia”. Le anziane raccontano ai bambini che le cicogne abbandonano la nostra casa d’estate ritirandosi verso i luoghi caldi, portando tra le loro ali le rondini. Ed è per questa ragione che in molte zone della Romania vengono proclamati giorni di giochi e feste chiassose. Si augura ai volatili di giunger bene a destinazione per poi ritornare l’anno successivo portando la fertilità e la gioiezza della Primavera.
Si raccolgono anche le erbe con proprietà medicinali e culinarie: dai fiori di camomilla, al levistico, all’erba limona (detta in Romania anche l’erba delle api [dumbravnic, avrameasca]) e perfino aglio e anche nocciole per arrivar con un pòdi saggezza al Varco d’Ottobre.
Sui monti e nelle campagne v’era un detto che suona tradotto più o meno in questo modo:
Solo cosi l’estate è Estate
finchè della Fanciulla il giaciglio è fuori.
Se il giaciglio la Fanciulla ha mutato
sai che dell’Estate il tempo è passato.
Ed è per tal ragione che gli anziani dalla festa delle Propojaniile (6 agosto) in avanti sconsigliano di dormir fuori all’aperto. Così tra i divieti, vi è anche quello di fare il bagno, poichè non v’è più alcun giovamento nel rinfrescarsi ai fiumi e ai ruscelli, che da sola l’ombra del melo basta a dar ristoro e frescura al viandante. Dicono gli anziani che il cervo ha lasciato i monti e ha urinato nei fiumi, rendendo l’acqua fredda come il ghiaccio. E’ un ovvio divieto antico che racconta di come è facile incappare nelle malattie se non si sta attenti in questo momento dell’anno. Cosa assai improbabile questi giorni fra noi, poichè fa un caldo da sciogliere tutti i ghiaccioli del cervo, perfino di notte…forse non sui monti, ma nella Pianura dell’Oltenia e Padana sicuro.
Ma tornando alle tradizioni, da qui al 15 agosto sono anche i giorni in cui le donne onorano i defunti facendo offerte di miele, uva e prugne.
Sono i giorni delle feste e delle hore, danze paesane ai quali partecipano tutti.
Io per onorare i ricordi delle antenate della mia famiglia, per onorare i Cicli di Madre Terra, che sia essa conosciuta come Tailtiu, o come Demetra, per onorare le tradizioni di mezza Europa, nonostante i 36°C che c’erano in cucina, ho acceso il forno e impastato farina e acqua lunedì. Ho creato una pagnotta, la treccia della Fanciulla del Grano, detta anche Spiga (che proporrò ancora, un pò più ‘composta’), ho fatto della soffice e gustosa focaccia allo stracchino, cumino e origano, ed infine per morire disidratata accanto al fuoco, ho arrostito i peperoni sulla piastra, gli ho pelati e conditi con aglio, olio e un pò di aceto di miele.
E se pur si tratti di un blog quasi culinario, non vi tedierò con il racconto elaborato dell’amorevole cura d’impastar il pane e la focaccia, nè mi lancerò in infinite liste di ingredienti o elaborati riti per far lievitare il pane. Il Pane è ‘affare di famiglia’, è l’eredita che ognuno più o meno ha da nonne, zie o madri. La mia ricetta non è nulla di eccezionale e non è forse meno speciale di altre.
Tirate fuori dal cassettino la vostra ricetta, chiamate la nonna, rompete le scatole alla zia, portatevi in cucina anche la sorella, o la figlia se siete madri, riunitevi intorno al tavolo da lavoro e ponete l’essenza di ciò che siete nell’impasto. Siamo Donne, e in quanto tali, siamo tutte un pò Tailtiu, un pò Demetra. Sacrifichiamo noi stesse alla famiglia, al Viaggio, alla Cerca.
Come dice spesso una cara amica
“Benedetta Colei che dona se stessa al Viaggio”
Taliesin in the rose garden
citazione che mi trova profondamente d’accordo.
E’ l’ora dell’oro nei campi, l’ora delle feste, del dolce ozio, dell’ombra lieta che solletica i piedi. E’ il Primo Raccolto, momento di gioia e conforto, di condivisione di ciò che si ha. Si ripongono le falci, si cessano le danze dei falcetti e le fanciulle s’ornano il capo di fiori. E’ l’ora in cui si corre a piedi nudi nei prati, l’ora in cui si rimira la bellezza di Madre Terra, l’ora in cui il Luminoso risplende potente, mentre si ritira, scendendo sul fianco della collina. Ma non ritirate i remi, poichè la Barca il viaggio non ha compiuto ed il Confine di Samhain è ancora lontano.
Onorate gli Antichi e voi stessi, la Terra e ogni cosa che ci da…e per un attimo cessate di credere che ogni cosa ci è dovuta, per quanto la troviamo naturale…perchè oggi c’è, ma domani potrebbe svanire.
Sia il vostro un lieto Primo Raccolto!

Fonti:

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4 Comments on Dei giorni di Lugh e delle Feste del Grano

  1. Viola di Nebbia
    9 agosto 2012 at 1:26 (5 anni ago)

    …questo racconto profuma di pane appena sfornato, è impastato dell'amore delle dee del Grano, cotto al calore del Sole dorato… e nutre sin nel profondo…
    è una Ricetta Perfetta…
    e tanto Buona e Bella… :-***
    Grazie per questo scritto prezioso :-*

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  2. Miss Becky
    9 agosto 2012 at 8:40 (5 anni ago)

    Grazie stellina…ogni tanto qualche racconto dalla mia terra ci vuole, soprattutto in questi giorni di Festa. Ho raccolto con i miei cipollini le spighe, il giorno che ho impastato il pane…perchè il Raccolto sia anche questo 😉

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  3. Anonimo
    17 agosto 2012 at 13:28 (5 anni ago)

    Roby mi ha sempre detto di voler imparare a fare pane e focaccia… :)) lo immagino che impasta mentre io mi accingo, in mezzo a oche e galline, a preparare torte e dolcetti da cuocere in forno a legna…
    Però è vero… dovremmo imparare a farlo tutte *.* è l'alimento primo… è Raccolto essenziale e profondo…
    Grazie rebbina profumosa di grano :****
    Danina

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  4. Miss Becky
    17 agosto 2012 at 14:53 (5 anni ago)

    Bello che Roby voglia imparare. 🙂 Nella Contea ideale, queste sarebbero le attività predilette: cucina, ricamo, poesia, canto, danza e qualunque mestiere sia fonte di sostentamento e quindi di scambio o baratto che dir si voglia.

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