Djamilah: di Datteri, di Rose e di Mille e una Notte

Fiocchi di neve, coccole, Mille e Una Notte sfogliato lentamente a rimembrar racconti della giovinezza, datteri e acqua di rose. Una domenica dolcissima, che ha profumato d’Oriente.
Il djamilah, la delizia che ho fatto ieri, è uno di quei dolcetti che uno non vorrebbe mai smettere di mangiare. Proprio come quando ero giovane e non riuscivo a smettere di leggere i racconti di Mille e una Notte. La bella Sherazad sapeva portarmi in luoghi meravigliosi e la dettagliata descrizione di alcune prelibatezze mi ha lasciata sempre quel senso di acquolina in bocca che sapevo avrei saziato solo assaggiando ogni singola pietanza. Parlava di dolcetti al Pistacchio, ai Datteri e all’acqua di Rose, di Melograni succosi che una volta aperti stillavano grani colore del rubino, di Mele d’oro e di Pesche persiane così dolci da sembrare sciroppate. Tutte cose per me inimmaginabili al tempo, poichè da noi in Romania i pistacchi ed altre prelibatezze non si trovavano o erano merce davvero rarissima.

Ho mitizzato l’arte culinaria mediorientale fino a farne una malattia, salvo poi rifarmi completamente e non lasciarmi più sfuggire alcuna delizia udita, letta o intravvista su qualche scafale.
Così nel palazzo dalle volte dorate, nella fresca quiete della notte, nelle volute di incenso che s’inalzavano sui stellati cieli magrebini, la mia curiosità culinaria accresceva tanto quanto quella di conoscere il profumo della magnifica rosa damascena, di lasciarmi conquistare dalla fragranza del gelsomino.
Così insieme alla cucina, mia nonna mi ha lasciato in eredità anche la passione per i fiori.
Inutile raccontare quanto io abbia esultato di gioia nel vedermi recapitare qualche giorno fa il nuovo catalogo di David Austin, il più grande ibridatore di rose di tutti i tempi.
Così, mentre fuori nevica e l’inverno mostra il suo candido splendore, addentando una fetta di Djamilah, comincerò a sognare di roseti profumati.

Ingredienti:

  • 250g di datteri freschi iraniani
  • 100g di noci sgusciate
  • 100g di mandorle sgusciate
  • 70g di zucchero a velo
  • 70g di burro
  • 100g di farina 0
  • 4 uova
  • 1 cucchiaio di miele
  • 2 cucchiai di sciroppo di rose
  • la scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 pizzico di lievito vanigliato in polvere

Preparazione:

Sminuzzare i datteri, le noci e le mandorle precedentemente tostate e private della pellicina. Separare i tuori dagli albumi e lavorarli con lo zucchero e il burro fino ad ottenere un composto spumoso, soffice e chiaro. Aggiungere il lievito, la farina setacciata, lo sciroppo di rose, il miele, la scorza del limone e i frutti sminuzzati.
A parte lavorare a neve gli albumi e incorporare al composto poco alla volta.
Mettere in una tortiera e cuocere nel forno preriscaldato a 180° C per circa 35min. 
Potete decorare con della glassa e datteri freschi, oppure zucchero a velo e servire con sciroppo di datteri.

Note: 
Il dattero ha una polpa carnosa e molto zuccherina (per il 66% di glucosio e fruttosio) e all’interno custodisce un piccolo seme legnoso. I frutti sono fra i più ricchi di minerali: grandi fornitori di potassio,sodio, ferro, magnesio, fosforo e calcio oltre a rame, selenio, zinco e manganese. Contengono inoltre le vitamine del gruppo B, soprattutto B1, B2, e B6
Si prestano così ad esser una nutriente e naturale merenda per i bambini. 1 o 2 datteri a merenda forniscono un approto vitaminico minerale che molte delle merendine non sono in grado di garantire.
Proprietà:
Secondo la tradizione, questi frutti possono avere un effetto terapeutico per l’infiammazione delle vie respiratorie: basta cuocerne in 1/2 litro di latte 100 grammi per alcuni minuti e aggiungere un cucchiaio di miele. Si ottiene un efficace effetto benefico per le vie respiratorie.
I datteri freschi sono un frutto energetico e molto rimineralizzante.
Stimolano le capacità intellettuali, costituiscono un ottimo tonico e rinvigorente in generale e in particolare dell’energia muscolare e nervosa. Sono quindi un alimento molto utile per tutti.
In particolare sono indicati per chi pratica sport, per i bambini, per le donne in gravidanza e in allattamento, per gli studenti, per chi ha un tenore di vita attiva e per gli anziani non diabetici per contrastare la decalcificazione ossea.
Tra le loro proprietà ci sono anche quelle di contribuire a far scomparire l’acne della pubertà e di regolarizzare gli intestini pigri.
Inoltre forniscono pochissime proteine, e sono adatti quindi nelle diete ipoproteiche quando è necessario ridurne l’assunzione come nei casi d’insufficienza renale.
Visto il loro alto contenuto di potassio, la cui concentrazione è simile a quella che si trova nel corpo umano, aiutano a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo e sono un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare. Mangiare datteri è la via più sana e naturale per rimpiazzare il potassio perduto sudando con l’attività fisica o con il caldo. I datteri contengono più potassio delle banane!
Il loro alto contenuto di fosforo migliora il metabolismo e le funzioni cerebrali. Contengono anche molte vitamine del gruppo B che aiutano a mantenere la salute e l’efficienza migliorando il metabolismo dei carboidrati, mantenendo i corretti livelli di zucchero nel sangue, e sostenendo il lavoro di molte ghiandole (surrenali, ecc.).
Sono ricchi di calcio e magnesio, essenziali per la salute delle ossa, dei muscoli, del sistema nervoso e del metabolismo energetico.
Contengono anche il ferro, che è essenziale per la produzione di globuli rossi.
Curiosità:
La palma da dattero è coltivata da più di 4000 anni nella regione della Mesopotamia tra il Tigri e l’Eufrate. Solo nel Medio Evo ha inizio la sua diffusione, con gli arabi che la portarono nelle regioni calde del sud e dell’est della penisola iberica e in seguito con i conquistatori spagnoli raggiunse l’America.
La palma da datteri ha origine africana e mediorientale. Il suo nome proviene dal greco “daktilos” (dito) per la forma che ricorda una falange.
Considerata la prima pianta coltivata dall’umanità, inizia a fruttificare solo dopo l’ottavo anno di vita, raggiungendo la piena maturità a trenta. Fin dall’antichità si capì che era possibile fecondarla artificialmente, appendendo vicino ai fiori della pianta femminile le infiorescenze quasi mature asportate dalla pianta maschile.
La palma da dattero è una pianta ricca di significati simbolici: per gli Egiziani era un simbolo di fertilità, raffigurata dai Cartaginesi nelle monete e nei monumenti e utilizzata da Greci come ornamento per celebrazioni trionfali, fortuna e prosperità.
I latini attribuivano valori simbolici di onore e vittoria, perché pur gravata dal peso consistente dei suoi frutti non si piegava, ma anzi cercava disperatamente di ergersi verso l’alto. Nella tradizione cristiana, le foglie rappresentano un simbolo di pace e ricordano l’entrata di Gesù in Gerusalemme. Gli antichi romani usavano donare un ramo di palma agli attori più bravi, agli aurighi e ai gladiatori e per i Cristiani, le foglie delle palme sono tuttora un simbolo di pace. Si narra che l’imperatore Augusto amava moltissimo i datteri e la prima palma nata a Roma ebbe origine da un seme gettato dalla mensa dell’imperatore.
Un medico arabo dell’antichità attribuiva ai datteri la virtù di rendere agili e forti i popoli nomadi, che se ne nutrivano durante le traversate del deserto.
Nei paesi medio-orientali questa pianta è ancor oggi quasi venerata dalle popolazioni indigene per i suoi molteplici impieghi: i frutti nutrono i popoli nomadi durante le traversate nel deserto, per questo sono denominati “nettare del deserto”, le sue foglie sono utilizzate per costruire capanne, panieri, cordami, cappelli e stuoie. Da essa si ricava, una volta fermentata la sua linfa, anche il “vino di palma”.

Curiosità gastronomiche:

 I datteri freschi si possono mangiare al naturale come un qualsiasi frutto: sono molto indicati per la colazione. Sono ottimi anche nei dessert, snocciolati e farciti con frutta secca come mandorle, nocciole o noci, per fare il gelato e per accompagnare i formaggi, specie quelli più saporiti.
In questo caso quelli più adatti sono tutti i formaggi stagionati a pasta dura, friabili, con gusto sapido, intenso, piccante. Ne abbiamo scelti alcuni come: Bra Stagionato, Castelmagno Stagionato, Gorgonzola Piccante, Grana padano, Parmigiano, Pecorino Sardo, Ragusano, Pecorino di Fossa, Formaggi di capra stagionati come quelli Corsi. Insieme ai formaggi, potete accompagnarli con vini rossi di buon corpo (Sangiovese, Aglianico, Montepulcian, Nero D’Avola, Primitivo di Mandria Nebbiolo) ed anche con i vini passiti (Passito di Chambabe, Val d’Aosta, Passito di Pantelleria, Sciacchetrac, Torcolato, Albana passita).
Anche l’abbinamento di datteri con il té alla cannella è una vera prelibatezza, mentre la tradizione araba vuole che il dattero fresco sia immerso nel tè nero bollente come corposo dolcificante.
Ottimo è anche l’abbinamento con una buona selezione di Rum.
Lo sciroppo di datteri, che si ottiene bollendo i frutti in acqua, è considerato un buon rimedio contro tosse e raffreddori.
Il succo detto anche “miele di dattero” può sostituire burro e zucchero in cucina: si ottiene frullando i datteri fino a ottenere una crema (aggiungendo poca acqua) da conservare in frigorifero. La polvere dei noccioli è usata in fitoterapia.

 La fonte di queste meravigliose curiosità riguardanti i datteri le ho trovate su Food Over Seas

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7 Comments on Djamilah: di Datteri, di Rose e di Mille e una Notte

  1. Vaty ♪
    14 gennaio 2013 at 21:45 (5 anni ago)

    Adoro i datteri. Ma confesso che poco conosco del Medioriente e dei suoi racconti. Mi piace che, con questo post, mi hai trascinata seppur per un breve momento nella terra de.. 1000 e 1 notte., Tra favola e curiosità. Che ricetta meravigliosa, Per me assolutamente nuovissima. Grazie per averla condivisa.

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  2. Miss Becky
    14 gennaio 2013 at 22:30 (5 anni ago)

    Io non ne mangiavo molti fino ad una decina di anni fa. Poi ho scoperto diversi dolci, da puddings, a creme, a torte ed è diventata una passione dolcissima. C'erano diverse mie pazienti quando lavoravo a Novara che mi dicevano di non dare altre merendine dolci ai figli che non fossero datteri freschi.
    Questa Vaty, prova a farla con Sofi sono certa che te ne innamorerai.

    Rispondi
  3. Ely Valsecchi
    14 gennaio 2013 at 22:45 (5 anni ago)

    questo si che un dolce che fa girare la testa, intenso denso e profumato! Una meraviglia! Baci

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  4. Miss Becky
    14 gennaio 2013 at 23:12 (5 anni ago)

    Grazie Ely…lo è davvero. Da quando ho scoperto questa meraviglia non c'è inverno che non me ne conceda qualche tegliata abbondante.

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  5. Valentina
    15 gennaio 2013 at 18:11 (5 anni ago)

    ma sai che ho un libro, da tanti anni troneggia sulla mensola, che contiene una ricetta simile a questa e io…non l'ho mai provata!! che testona che sono, indugio cin lo sguardo e poi rimando, ma perchè???
    bravissima, uno splendido dolce che ha conquistato te e anche noi grazie a questo post.
    un abbraccio,
    Vale

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  6. Miss Becky
    15 gennaio 2013 at 19:57 (5 anni ago)

    Non sei la sola che 'si perde via' tra i ricettari. Sai quanti ne ho che non sono nemmeno mai riuscita a sfogliare, presi perchè trovati a prezzi stracciati poi abbandonati sullo scafale e sostituiti al volo da altri novelli. prima o poi riuscirò a leggerli tutti, a cucinare tutto. Magari farò come Julie e nell'arco di 356 giorni mi cimenterò e cercherò di realizzare 524 ricette, forse non del celebre “Mastering the Art of French Cooking”, ma di un insieme di ricettari come quello della dolce Juls 😉
    E comunque, proprio perchè sperimentate moltissime volte, ti consiglio vivamente di non indugiare e di provare questa, che magari è dello stesso libro di ricette che hai tu. 😉

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  7. Anonimo
    21 gennaio 2013 at 23:46 (5 anni ago)

    Nella serie del mio romanzo d'amore/storico preferito ce n'è uno in particolare che mi colpì: “Angelica schiava d'Oriente” che tratta di tutto questo… avvolgenti atmosfere, vecchie storie e antichi saperi e prelibatezze culinarie… mi hai fatto ricordare tutto! :))
    Tua Danina

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