Stufato speziato di okra e pomodorini

Parto dalla premessa che l’okra è uno di quei ricordi che mi sono portata via da Parigi. Era il turno del viaggio con mia madre, con la quale avevo soggiornato in rue du Faubourg St-Denis, nel mezzo del quartiere indiano. E’ uno di quei quartieri per il quale una numerosa schiera di turisti storce il naso, per la quale India è sinonimo di povertà e soprattutto delinquenza. Beh, posso dirvi per esperienza personale che mai due donne furono più sicure e protette sulle vie di Parigi.

Anche quando si rincasava tardi, dopo la mezzanotte, le strade erano sì popolate dagli odori dell’India, ma anche dal volto degli uomini rispettosi che hanno lasciato la loro terra per cercare fortuna e benessere altrove.
Al mattino, quando spalancavo le portefinestre della camera da letto, colonne di incenso risalivano fino alla nostra stanza, come in un tempio dove la pace ha trovato sua diletta dimora. Incenso subito inseguito dagli innumerevoli odori di cibo, spezie, fiori freschi. Ed era istintivo catapultarsi sul balcone per ammirare la bellezza di quelle vie chiassose e vivaci.
Vetrine ‘ornate’ da bellissimi saari, botteghe di spezie, ristoranti e fruttivendoli dove rimanere a bocca aperta per l’innumerevole quantità di frutta e verdura alle volte viste per la prima volta o viste solo in fotografia. Vedi la cipolla indiana, che loro usano moltissimo per una salsa piccante fatta di sole cipolle da servire con il naan (pane non lievitato), molto più profumata e saporita della nostra cipolla. Oppure la karela, una zucchina amara che non ho avuto modo di assaporare. E ancora del profumato rambutan, oppure i pezzetti di resina di assafetida il cui nome la dice lunga sull’odore, che viene usato molto nella cucina indiana al posto dell’aglio, ma in quantità mooooolto ridotte perchè insaporisce molto. Per non parlare dei profumatissimi mazzi di tulsi, basilico sacro tipico dell’India. E’ un pò come stare nella bottega di Tilo, la Maga delle Spezie, solo che il tutto viene esapanso ad un quartiere.
Prima o poi scriverò un post esclusivo sulle cose da vedere a Parigi, sulle cose da mangiare, sui luoghi dove andare per vivere la meraviglia della città.
Ma torniamo a questo stufato di okra che mi ha conquistato il palato ed i sensi. L’okra quando viene stufata viene solitamente cucinata insieme alla carne di pollo o di manzo, ma esiste anche la versione vegetariana servita con il profumatissimo basmati. A Parigi, poichè entrata nel ristorante vegetariano Saravanaa Bhavan, ho mangiato l’okra accompagnata al basmati e ad un curd di cilantro e carota.
Il caso vuole, che da un pò di settimane il mio carissimo Esselunga mi fa trovare dei deliziosissimi, piccoli e verdi frutti di okra…e cosa faccio?!!! Vuoi che non li prenda pure io?!! Credo di aver svuotato la parte di scafale dove la tengono, perchè dello stufato di cui vi darò la ricetta io sono davvero innamorata. A Parigi, quella che avevo mangiato io era molto più speziata di come la cucino io, si sentiva moltissimo il cumino e i chiodi di garofano. Io amo molto di più caricarla di curcuma.
Ma guardate che informazioni interessanti ho trovato in merito alle proprietà dell’okra sul web:

Oltre ad essere a basso contenuto di calorie contiene abbondanza di vitamine del gruppo A, tiamina, B6, C, acido folico, riboflavina, calcio, zinco e fibra.
L’okra è consigliata per la donna in stato di gravidanza poiché è ricca di acido folico (essenziale nella prevenzione della spina bifida).
La mucillagine presente nell’okra aiuta a regolare lo glicemia, poiché controlla l’assorbimento dello zucchero nell’intestino tenue.
La notevole quantità d’acqua contenuta aiuta a prevenire stitichezza, gas e gonfiore all’addome.
È inoltre un ottimo lassativo, lenisce l’intestino irritabile, le ulcere, guarisce, allevia e rinfresca il tratto gastrointestinale.
È un vegetale ideale per promuovere la perdita di peso.
L’okra facilita la vita dei batteri probiotici nel tratto intestinale, grazie alla presenza di zuccheri adatti al loro metabolismo. Dal sito: Piante innovative

Inutile dirvi che è entrato di buon grado tra gli elementi della mia dieta di mantenimento. Sono golosa delle cose che fanno bene, soprattutto quando sono così buone e saporite come lo è l’okra.
Mentre la tagliate a rondelle l’odore sembra quello dell’erba appena tagliata, mista al profumo di asparagi e cetriolo. La mucillagine renderà le mani appiccicaticce e anche durante la cottura, mentre mescolerate lo stufato, vedrete i filamenti di muco stendersi dalla casseruola al cucchiaio. Ma non schifatevi, se sono riuscita a mangiarla io che con le lumache ho poca affinità, riuscirete anche voi.

Ingredienti:

  • 400g di okra
  • 200g di pomodori di piccadilly
  • 1 piccola cipolla di tropea
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaino scarso di curcuma il polvere biologica
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • una decina di semi di finocchio
  • 1 pizzico di peperoncino
  • olio EVO

Mettete a soffriggere in una wok la cipolla e lo spicchio d’aglio insieme ai semi di finocchio e di cumino. Lavate accuratamente l’okra e asciugatela con uno strofinaccio pulito per eliminare tutta la peluria di cui è ricoperta (non sono certo dei tronchi, ma una timida peluria come quella delle albicocche e delle pesche). Spuntate l’estremità dell’okra, tagliate a rondelle di circa 1cm il frutto e sciaquatela sotto l’acqua corrente per eliminare un pò della sostanza vischiosa che rilascia. Io è un’operazione che evito, poichè non mi infastidisce in cottura.

Lavate, mondate e tagliate a metà i pomodorini. Aggiungeteli al sofritto nella wok, lasciateli ammorbidire ed infine aggiungete anche l’okra, la curcuma e il peperoncino. Mettete due bicchieri di acqua, coprite e lasciate andare a fuoco lento per circa 25-30min. Se si addensa troppo, poichè la mucillagine tende a farlo, aggiungete altra acqua.
Potete aggiungere del curry o del garam masala a fine cottura se la preferite ancora più speziata.
Potete servire questo stufato come accompagnamento alla carne oppure a del riso basmati.
Note: L’okra deve essere piccola come il vostro dito indice, turgida al tatto, di un verde brillante. Più è piccola, meno dovrete cucinarla, più è lunga e grossa, più lungo sarà il tempo di cottura. Quella piccola in assoluto è buona anche cruda in insalata.
Fate attenzione perchè mal sopporta la conservazione in frigo. Se la comprate, consumatela entro 3 giorni al massimo e cercate di tenerla in frigo nella parte più ‘ventilata’ e asciutta.
Se provate ribrezzo per la mucillagine che produce mentre la tagliate, potete sempre sbollentarla prima della cottura, oppure sciacquarla con acqua e aceto.
 
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16 Comments on Stufato speziato di okra e pomodorini

  1. Fragolina
    18 maggio 2013 at 21:59 (4 anni ago)

    Ciao! mi chiamo Emanuela ho visto un commento sul blog La gatta con il piatto che scotta e sono venuta a curiosare ^_^ sono da pochissimo su blogger ma sto scoprendo un mondo fatto di persone di talento, fantasia, e che mettono grandissimo impegno in quello che fanno e tra queste persone ci metto anche te, complimenti per il blog! Per ora mi iscrivo poi domani mi giro ancora un pò il tuo blog
    Buona Serata!

    Rispondi
  2. Anonimo
    18 maggio 2013 at 22:47 (4 anni ago)

    A prima vista sembra una specie di peperone! Mai sentita, ma da provare 😉
    E' incredibile come mi fai vivere nelle testa scene tutte parigine ^_^
    Danina

    Rispondi
  3. Dolcemeringa Ombretta
    19 maggio 2013 at 16:06 (4 anni ago)

    Ciao tesorina bella, ma tu mi fai viaggiare con i tuoi ricordi… mi semra quasi di sentire i profumi fino a qui..
    e come sempre le tue ricette fanno breccia:)
    ti saluto ora perche' questa settimana e' piena di impegni e preparativi.. sono emozionatissima…
    un grande abbraccio

    Rispondi
  4. Simo
    19 maggio 2013 at 21:08 (4 anni ago)

    purtroppo sarà difficile che io mangi degli okra (soffrendo di colite non ho assolutamente bisogno di un effetto lassativo…eheheh) però mi incuriosiscono assai ed il tuo piattino è uno spettacolo!

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  5. SELENDIR
    20 maggio 2013 at 8:32 (4 anni ago)

    Ma tu sei ricca di sorprese!!!! E chissà perchè ma mi viene voglia di “sorprenderti” anch'io dicendoti : “Ma dove la trovo l'okra?” 🙂 🙂 🙂 No, stella neanche all'Esselunga più vicina (cioè a circa 40 km) l'ho mai vista!!!! Però l'idea che l'okra sbavi come un mastino napoletano…mi lascia perplessa…forse un giorno la troverò (o mi troverà lei) e deciderò di tentare la sorte e scoprirò un sapore intenso e delizioso. Per ora mi limito ad ammirare le tue foto e fantasticare di Parigi….ahhhh Paris, l'amour et les mystères de son sous-sol!

    Rispondi
  6. Miss Becky
    20 maggio 2013 at 9:42 (4 anni ago)

    Ciau Emanuela, benvenuta nel mondo i blogger allora 🙂 Qui al cottage sarei sempre la benvenuta 😉
    Bacetti

    Rispondi
  7. Miss Becky
    20 maggio 2013 at 9:43 (4 anni ago)

    Se la trovi Danina, provala. Io mi sto dannando per trovare la pianta da coltivare sul balcone 🙂

    Rispondi
  8. Miss Becky
    20 maggio 2013 at 9:45 (4 anni ago)

    Ti capisco donna dal cuore immenso. Sarà davvero meravigliosa la vostra nuova vita insieme… 🙂
    Bacetti

    Rispondi
  9. e il basilico
    20 maggio 2013 at 9:46 (4 anni ago)

    Questa ricetta mi affascina tantissimo, come molte altre delle tue. Quandosento parlare di spezie e di ingredienti che non conosco mi appassiono sempre. Grazie per avermi portato, anche solo per pochi minuti, tra le vie di Parigi, che adoro. Buona giornata, un bacio

    Rispondi
  10. Miss Becky
    20 maggio 2013 at 9:47 (4 anni ago)

    Con la cottura prlungata è un effetto che perdono 🙂 Bacettini

    Rispondi
  11. Miss Becky
    20 maggio 2013 at 9:51 (4 anni ago)

    Se ci sono comunità indiane/pakistane/arabe/africane dalle tue parti hai qualche possibilità di trovarla, altrimenti cippa. Io all'Esselunga la trovo forse perchè ci sono moltissimi africani (loro chiamano l'okra gombo) e la richiesta è aumentata in modo tale da rendere ragionevole l'idea di metterla in commercio. Pensa che in Italia il maggior produttore è la Sicilia, ma nonostante questo, l'Esselunga la importa dal Nicaragua.

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  12. Maria
    20 maggio 2013 at 15:15 (4 anni ago)

    complimenti questa ricetta e' molto interessante e le foto sono bellissime ….un abbraccio.

    Rispondi
  13. Jasmine
    20 maggio 2013 at 16:13 (4 anni ago)

    Adoro l'okra! Anche noi la facciamo stufata, ma in un modo un po' diverso (la trovi su Labna, si chiama bamia): devo provare la tua versione!
    Un abbraccio
    Jasmine

    Rispondi
  14. Miss Becky
    20 maggio 2013 at 16:29 (4 anni ago)

    Grazie Jasmine. Conosco il tuo piatto, anche se non l'ho mai cuinato. Ma dal momento che hai proposto la versione della tua nonnina, come tirarmi indietro?!!!
    Grazie di essere passata
    Un abbraccio 🙂

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  15. Ale
    21 maggio 2013 at 8:36 (4 anni ago)

    ecco la ricetta di mia suocera, che è albanese, anche lei lo cucina con i pomodori…lo trovo fantastico e saporito! peccato che qui io non l'abbia mai visto! 🙁

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