Appleissima. Apple and hazelnut cake

appleissima

Revolutionary Road Score – Thomas Newman

Questo è il mese. No, non sto parlando del mese della prevenzione, anche se importantissimo. Questo è il mese. Il mio mese, quello che ho adottato, che amo, che mi da sempre più di qualunque altro mese.
Questo è il mese che mi porta sempre qualcosa di inaspettato. E quel qualcosa, di così inaspettato, è sempre Qualcuno. I migliori incontri della mia vita sono sempre accaduti ad Ottobre. Attribuisco a questo mese tutta la meraviglia e la magia delle stagioni e tutte le virtù degli umani.
Chi mi legge da tempo sa che facevo parte di un gruppo di rievocazione storica e che a ottobre si svolgeva la più attesa festa celtica di tutto l’anno, Samhain, il Capodanno celtico. Per innumerevoli motivi già spiegati, quella festa ha per me un significato particolare e molto speciale.
C’era vento quella notte, nel 2006, nel Parco Sempione a Milano. Scuoteva le fronde alte dei cedri e pioveva finemente. Quella pioggia sottile, che ti entra ovunque, nelle ossa e perfino nell’anima. La mia compagnia era intorno al fuoco dell’accampamento e sentivo le loro risa, la loro gioia, il loro irrefrenabile entusiasmo.
Ero irrequieta, come lo sono certi animali selvatici che presagiscono e annunciano con la loro irrequietezza l’arrivo di qualcosa.
Il mio migliore amico mi stava ascoltando in silenzio. Era nascosto dietro quell’Albero all’incrocio di una delle passeggiate, quell’incrocio e l’albero che rappresentano per me ‘la Vita’. Mi osservava. Aveva la mia stessa irrequietezza. E’ passato più di qualche momento prima che mi accorgessi che fosse lui a disturbare le mie ‘frequenze’.
Sapeva che quando cerco il silenzio, che quando annuso l’aria, sono nell’attesa do quella cosa che si sta avvicinando e la cerco con gli occhi, con tutti i sensi. Avevamo un nostro canale preferenziale per comunicare. Non c’era bisogno di parlare. Con poche persone nella vita capita di poterlo fare.
Mi ha tolto una ciocca di capelli dal viso, ha asciugato una lacrima. Mi ha sorriso. Mi ha parlato con i suoi occhi di fuoco e senza dire una parola si è allontanato.
Ero irrequieta mentre la foschia si addensava fra i tronchi degli alberi. Ero un corpo abbandonato ai piedi del cedro. Sentivo con tutto quello che è possibile sentire, con ogni fibra e ogni atomo. E lo sentivo nelle viscere.
Lei era un’ombra lontana ed incedeva lentamente nella foschia che le danzava intorno, come veli. Era minuta, con una cascata di capelli ricci che le incorniciavano il viso. Aveva occhi scuri come la notte ed un sorriso disarmante.
Si è seduta accanto a me senza dire una parola. Non ci siamo salutate. Non ci siamo presentate. Niente convenevoli. Siamo state in silenzio per lungo tempo mentre cercavo di trattenere le lacrime, mentre le viscere erano in rivolta e i sentimenti erano indomabili. Ricacciavo le lacrime in gola e mi tenevo ancorata con le mani alle radici immense che sporgevano dal terreno. Avrei voluto urlare. Urlare un dolore soffocante che non sapevo descrivere. Un dolore profondo che era ancorato con artigli di metallo all’anima.
Una mano calda ha afferrato la mia destra. Non riuscivo a girarmi. Ero paralizzata dal dolore. E quella piccola donna mi ha sussurrato: “Io ti sento! Sento le tue parole…sento il tuo pensiero!” Come gli argini quando si rompono, i miei occhi hanno iniziato a versare lacrime senza misura. Un’onda implacabile si è riversata sulle mie guance.
Io non so chi fosse o cosa volesse da me. Ma so tutto il resto. Che è misterioso e meraviglioso e solo per averlo sperimentato sarò infinitamente grata.
Cercavo di trattenere quel gorgo e per un solo piccolo attimo ho provato leggerezza. Una leggerezza che non appartiene a questo mondo. Ero in viaggio, se così posso chiamarlo. Un trillo nel cuore. Una corda che vibra per lungo tempo.
Ha lasciato la mia mano e si è alzata. Si è voltata e con il palmo sollevato mi ha detto: “Guarda, ora piove di più!” Mi sono alzata a mia volta, fasciata nel mio lungo vestito di velluto nero. Ho aperto il mantello e l’ho coperta. Abbiamo camminato fianco a fianco sui viali alberati del Sempione e ad un crocicchio ha lasciato il riparo sotto il mio braccio. Di fronte a me, mi ha guardata negli occhi profondamente. Mi ha toccato il centro del petto, lì dove nonna posava la sua mano. Ha sorriso. Mi ha preso le mani e me le ha baciate, come nonna faceva. Mi ha detto il grazie più gentile che io abbia mai udito ed è sparita. Il tempo che io asciugassi le mie lacrime e lei era svanita.
Mi sono stretta nel lungo mantello e ho pianto. Ho pianto tutte le lacrime che avevo. Una donna sconosciuta mi aveva avvicinata, mi aveva sfiorato l’anima con gentilezza, aveva fatto una cosa che solo la donna che più ho amato in questa terra faceva, il suo segno segreto, il suo gesto di amore. Per poi svanire. Senza lasciare traccia, come se non fosse mai esistita.
E’ stato un Dono prezioso, di quelli che poche volte abbiamo nella vita. Una possibilità.
Il giorno dopo l’ho cercata. Volevo rivederla. Ringraziarla. Volevo conoscere il suo nome. Volevo sapere come aveva fatto a conoscere quel segno segreto, quella mano sul cuore.
Non l’ho mai più ritrovata. Sono da qualche tempo in rete e se tu, meravigliosa Sconosciuta, mai dovessi inciampare in queste righe, ti prego, lascia che io ti conosca, lascia che io ti dica quanto importante sei stata per me quella sola ed unica notte. E se non vorrai non importa. Perché nulla potrà spezzare quella magia.
I miei incontri più belli ed impossibili avvengono sempre ad ottobre. Tutti gli anni, ogni anno.
Grazie Ottobre! Per essere generoso, pieno di sorprese, sempre inaspettatamente poetico, emozionate, sconvolgente. Grazie per travolgermi così, come un’onda, per cancellare ogni traccia dolorosa dalle spiagge del mio cuore. Grazie per quello che lasci giungere fin qui. Sei speciale, mio specialissimo Ottobre!
L’irrequietudine dell’anima, quelle farfalle che danzano leggere nel ventre, sapete come le placo? Facendo un dolce. Un dolce alle mele.
Quella di oggi è speciale. Ha dentro le mie emozioni di ottobre, i miei magici incontri, tutte le parole sospese, i battiti del mio cuore e quella fame e curiosità che sono mie caratteristiche.
Mi vengono in mente così le parole di Jobs: Stay hungry, stay fooolish!
Lo mordete con me un pezzo di questa torta di mele melosissima/appleissima, soffice e profumata?

Ingredienti: 3 uova, 100gr di farina 00, 50gr di farina di nocciole, 50gr di crusca di grano, 170gr di zucchero, 100gr di burro fuso, 2 mele renette grosse, 1 bustina di lievito, i pizzico di sale, 1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino estratto di vaniglia

Nella planetaria lavorate le uova intere con lo zucchero fino ad ottenere un impasto soffice, arioso, chiaro. Mescolate tutti gli ingredienti secchi e uniteli poco alla volta alla torte. Aggiungete infine il burro fuso e le mele tagliate a cubotti. Foderata con cartaforno uno stampo a cerniera di 20cm di diametro, versate il composto e fate cuocere nel forno preriscaldato a 170°C per circa 40-45 minuti. Lasciate raffreddare nel forno socchiuso.

Spero vorrete perdonare le mie foto. Le ho fatte al buio, godendo della luce del mio caminetto. Vi abbraccio

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16 Comments on Appleissima. Apple and hazelnut cake

  1. v i c a
    15 ottobre 2015 at 19:09 (2 anni ago)

    Ho la pelle d’oca stellina.. È possibile mai che quella dona avesse un sesto senso e percepiva in te la soffere, la mancanza di tua nonna? … è pazzesco.. Io non so se credere a queste cose ma ogni volta mi rabbrividisco..
    Ma queste foto alla luce del caminetto..? Bellissime! Spero un giorno di venire a colazione da te e sentirti raccontare tante belle storie..! Un abbraccissimo :*

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      16 ottobre 2015 at 12:50 (2 anni ago)

      Non sai quanta voglia ho di abbracciarti di bearmi dei tuoi sorrisi, della tua voce, dei tuoi occhi luminosi. Che voglia che ho di ridere con te per ore, per stupidate senza senso….Io me lo auguro con tutto il cuore. Una bella colazione sulla pelle sofficiosa, davanti al caminetto, mentre le luci dell’albero scintillano, fuori nevica, in casa c’è profumo di cannella e bucce di arancia e Viv ci fa dispetti….

      Rispondi
  2. Manuela
    15 ottobre 2015 at 19:22 (2 anni ago)

    Sono indecisa, non so bene quale sia il mio mese anche sento fortissimo il sole di settembre.
    Maggio trascina con sè molti più ricordi di quanti riesca a tenere tra le mani, ma settembre continua a farmi l’occhiolino…forse ho già la risposta 😉
    Questo tuo Ottobre mi piace: adoro quella luce morbida che non copre, ma avvolge, mi piacciono questi sapori rustici, ma delicati.
    Una torta che proverò sicuramente!
    Un abbraccio

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      19 ottobre 2015 at 9:16 (2 anni ago)

      Un grande abbraccio Manu

      Rispondi
  3. barbara
    15 ottobre 2015 at 20:13 (2 anni ago)

    Che meraviglia…. Non importa chi fosse quella donna. Conta la traccia indelebile che ha lasciato nel tuo cuore. E poi la ricetta…. Da fare subitissimo

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      19 ottobre 2015 at 9:17 (2 anni ago)

      Hai ragione saggia donnina…

      Rispondi
  4. Laura
    16 ottobre 2015 at 15:28 (2 anni ago)

    In genere io sono un po’ di parte e il mese preferito, quello che annuso nell’aria e che mi risveglia i sensi è giugno… un mese che sento mio perché è anche quello della mia nascita. Ma immagino che ancor più bello sarebbe eleggere un proprio mese dell’anno anche in base a ricordi e persone che ne hanno fatto parte in modo particolare 😀 Quest’anno in particolar modo accade anche a me di amare ottobre che mi fa rannicchiare attorno uno scialle davanti un camino… certo la situazione ideale sarebbe un pezzo di torta direttamente dal tuo piattino!Quanto a certi affetti, incolmabili… non mi è mai capitato nulla di simile a quello che racconti ma penso di riconoscere il tuo stato d’animo nel mio tutte le volte che ho la sensazione di riconoscere mio nonno in qualche sconosciuto che passa e che per qualche ragione mi riporta a lui.

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      19 ottobre 2015 at 9:18 (2 anni ago)

      Ti abbraccio forte forte…vado a preparare una tazza di tè e prendo una paio di fette da gustarci. 🙂

      Rispondi
  5. Stef@
    17 ottobre 2015 at 8:30 (2 anni ago)

    Che emozione indescrivibile mi fai provare .. mi è venuta la pelle d’oca neanche fossi lì anch’io piccola piccola.. emozioni vere! Spero tu possa trovarla ma forse era uno spirito che sta sempre accanto a te chissà.. Un dolce abbraccio, Stefy…
    ps. le tue foto si assaggiano con gli occhi.. grazie.. ^_^

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      19 ottobre 2015 at 8:11 (2 anni ago)

      Sono incontri unici Stefi. Era giusta in quel momento preciso e forse era giusto non incontrarla più.

      Rispondi
  6. Selendir
    19 ottobre 2015 at 7:51 (2 anni ago)

    Un anno o due dopo (non ricordo precisamente) , anche a me Ottobre ha portato qualcosa, anzi “Qualcuno” di magico …. sotto quell’Albero 🙂 e da allora non sei più uscita dal mio cuore. Ti abbraccio tesoro ! Ricetta calda calda, per lo spirito, il cuore e anche per lo stomaco.

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      19 ottobre 2015 at 8:07 (2 anni ago)

      Domenica promette di essere magica. Spero che 2Bmeteo non sbagli… 😀
      Ti abbraccio forte mamita

      Rispondi
  7. Francesca P.
    19 ottobre 2015 at 9:29 (2 anni ago)

    So di essere “estiva”, come pelle, anima, indole. Ma so di avere anche varie sfumature autunnali e le sto (ri)scoprendo una ad una… mi piacciono, così adesso oltre che sole posso essere anche foglia dorata…
    Parli di Qualcuno e rivedo il concetto di Incontro con l’altro del mio post, l’apertura e il saper accogliere, l’energia che le persone possono sprigionare… e la magia è lì, nelle scintille di Curiosità che diventano Legame, anche fatto solo di attimi e poche parole, quelle giuste, che sanno essere Ricordo indelebile…
    Ti leggo e penso che mi piacerebbe ascoltare la tua voce, sentire un’intonazione diversa per ogni frase e come ti emozioni nel raccontare…
    ps: adoro il riflesso arancione-fuoco del camino nelle foto, poesia nella poesia…

    Rispondi
  8. Margherita
    20 ottobre 2015 at 3:07 (2 anni ago)

    Non saprei dire quale mese sia il mio preferito… saprei forse meglio dire quale é quello che non lo é (Febbraio, proprio non mi va giù). Posso dire che Ottobre é un mese che fotografo tantissimo, nonostante qua a Montreal le temperature ti facciano già il pizzicorino, non mi lascio sfuggire colori e sfumature. Sono contenta di non essermi lasciata sfuggire questa torta, é meravigliosa! L’ho inseguita per giorni e giorni, finalmente stasera ce l’ho fatta a venire a omaggiarla!

    Rispondi
  9. Elena
    21 ottobre 2015 at 14:26 (2 anni ago)

    Che bello questo post e quanto hai condiviso, che bello che possa succedere che qualcuno legga il tuo cuore…. Ottobre è un mese che amo da sempre per le luci più soffuse, per il calore del camino acceso e per le delizie che si sfornano, come questa che hai fatto tu, un abbraccio immenso!

    Rispondi

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