Kardemummabullar. Swedish cardamom buns

kardemummabullar-cardamom-buns

OnAir: Agnes Obel – Fuel To Fire

Oggi leggendo il post di un’amica, mi sono tornati alla mente ricordi legati alla mia nonnina materna circa l’abitudine a farmi mangiare. Non ci è mai riuscita per tutta l’infanzia a farmi mettere a tavola, salvo i giorni di festa.
Per me sedermi a mangiare era una sevizia, una totale perdita di tempo, perché da esserino creativo quale ero ai tempi, mi trovavo sempre in altre faccende affaccendata. “E’ tardi, è tardi! Devo fare!” erano le mie risposte ricorrenti, mentre lei impugnava un piatto nella mano sinistra e nella destra il cucchiaio o la forchetta e mi rincorreva per farmi prendere “un altro boccone”.
Lei così legata al cibo, alla cucina, a ritmi ben precisi, scanditi da gesti lenti. Io così selvaggia e libera, sempre scalza, a correre dietro a qualche cosa di misterioso. Non me lo ha mai impedito e con cura e amore ha seguito tutte le mie farfalle, le mie coccinelle, le mie nuvole, le tortorelle, io che avevo sempre -come diceva lei- un verme in quel posto!
Gli educatori a leggermi, griderebbero allo scandalo oggi. Io invece ripenso a quei momenti con infinito amore, con gratitudine, perché il tempo per giocare me lo sono preso sì, ma è solo perché mi hanno concesso di farlo.
Questo non mi ha impedito di essere una adolescente educata, rispettosa, che sa quale è il suo posto. Questo non ha fatto di me un’adulta che non sa dare il giusto peso alle cose.
Semplicemente, quando è stato il tempo dei giochi, della spensieratezza, della gioia, dell’infanzia, quella vera, a piedi nudi, sporca di terra, con l’erba nei capelli, con le cavallette nel barattolo sul comodino, io quel tempo l’ho vissuto.
Quando ripenso a quei momenti gli occhi si colmano di lacrime di gioia e penso e prego, perché ogni bambino sulla faccia della terra possa godere di un’infanzia così bella, amato e coccolato.
Non avevo nulla, ma avevo tutto.
Ora sono mamma di una bambina che non ha tempo per mangiare, perché deve sempre fare altro. E mentre ieri sera a tavola faceva in fretta e in quella fretta non riusciva nemmeno a stare ferma sulla sedia, come se lì, sotto il suo sederino ci fossero dei carboni ardenti, mio marito mi ha guardata e mi ha sussurrato: “ma da chi ha preso il verme?”…Ho sorriso ed indicato me stessa.
Tutto questo trambusto durante l’inverno si placava un po’. Rimanevo all’aperto a giocare dentro la neve giusto il tempo di ridurmi ad un enorme blocco di ghiaccio e nulla più. A dicembre, San Nicola apriva le porte di tutte le feste invernali e per nonna iniziava il periodo in cui sfornava ogni giorno qualcosa di buono. E io, io mi incantavo. Trovavo nella dimensione domestica che lei aveva creato, tutta la magia necessaria per alimentare le mie fantasie da bambina.
Lei incantava la farina, le uova, il burro. Lei infondeva incanto e magia a tutti gli ingredienti e poi all’impasto. Impastava assorta, in una condizione estatica, dove c’era solo lei, l’impasto e la magia rituale che sapeva creare. L’impasto tra le sue mani iniziava a scaldarsi, a profumare, a lievitare. Diventava morbido. Con cura copriva l’impasto, solitamente del cozonac (il panetone rumeno) e si rivolgeva a lui con sue raccomandazioni, con suoi pensieri, quasi in preghiera.
Era un libro da leggere e rileggere mia nonna e completava in tutto e per tutto le mie necessità, insieme alla copiosa neve che scendeva a dicembre. Io non avevo bisogno d’altro.
Ricordo i profumi, ricordo le consistenze, ricordo il calore delle sue mani, ne ricordo il profumo. Ricordo il suo sguardo pieno di un amore così unico, che ancora mi pervade.
Forse per questo motivo, quando devo impastare qualcosa, cerco di ripercorrere i suoi movimenti, i suoi gesti, cerco l’equilibrio e la centratura. Solo io e l’impasto. E sono convinta, ma proprio tanto, che oltre ad essere orgogliosa di quello che sono diventata, anche a lei questi dolcetti svedesi sarebbero piaciuti tanto.
Ho sempre fatto i kanelbullar, praticamente i gemelli alla cannella dei kardemummabullar. Questi sono stati una scoperta recente e mi sono solamente pentita di non averli considerati prima d’ora come la degna alternativa dei kanelbullar.
Domani è la festa di San Martino, che apre la porta al periodo invernale. Tre giorni di caldo straordinario, fuori stagione, per poi piombare nel freddo abbraccio dell’inverno che verrà.
Nel nostro caso, credo che passeremo direttamente alla seconda parte, poiché le previsioni annunciano neve a basse quote già da lunedì.
Un tempo si stappava la prima bottiglia di vino, si faceva la processione con le lanterne, si recitavano filastrocche. Oggi non so quanto le famiglie siano ancora legate a questa festa, ma forse un ritorno a qualcosa di bello del passato, bisognerebbe anche farlo.
Questi nodini di brioche profumati al cardamomo, che già vi avevo annunciato sulla Pagina Facebook del Cottage, potrebbero essere la scusa perfetta per fare festa in cucina con la famiglia. Magari accompagnati da un bicchiere di glögg, vino caldo speziato, ricetta svedese ovviamente.
Io vi lascio la ricetta, sicura che se la farete, non ve ne pentirete.

Ingredienti per 30 briochine: 850gr di farina 00, 110 gr di zucchero, 1 cucchiaio di miele, 150gr di burro morbido, 3gr di sale fino, 500ml di latte intero, 15 capsule di cardamomo, i semi di un baccello di vaniglia, 15gr di lievito di birra + Ingredienti per il ripieno: 170gr di burro morbido, 130gr di zucchero muscovado, 25 capsule di cardamomo, 1 cucchiaino di cannella + sciroppo d’acero per rifinire

Preparare l’impasto della brioche:

In un pentolino mettete il latte ed intiepiditelo appena. Aggiungete metà dello zucchero, il cucchiaio di miele, il lievito e i semi di cardamomo che avrete da prima privato della capsula e schiacciato nel mortaio. Mettete in una ciotola capiente la farina, il sale e il restante zucchero ed iniziate ad aggiungere il latte senza filtrarlo, mescolando con una forchetta. Aggiungete infine il burro morbido a temperatura ambiente e il sale ed iniziate a lavorare l’impasto finché non avrete un composto liscio, elastico, che si stacca facilmente dalle mani. Coprite la ciotola con la pellicola o un canovaccio di lino e lasciate lievitare in un luogo tiepido per circa 2 ore e 30 minuti (io nel forno intiepidito a 23°C).

Preparare il ripieno:

Lavorate con una spatola di silicone il burro con lo zucchero, i semi di cardamomo che avrete da prima privato della capsula e schiacciato nel mortaio e la cannella. Tenete a temperatura ambiente.

Riprendere l’impasto e stendetelo su una spianatoia infarinata dando una forma rettangolare. Spalmate il burro al cardamomo e cannella su tutta la superficie della pasta brioche, anche sui bordi. Piegate l’impasto in due, dal lato più lungo, schiacciate leggermente facendo attenzione a non far fuoriuscire il burro, mettete su una teglia e lasciate riposare in frigorifero per circa 20 minuti in modo che il burro solidifichi.<br>

Togliete dal frigo l’impasto e con l’aiuto di una rotella tagliapizza iniziate a praticare i tagli seguendo la lunghezza dell’impasto. Dovete creare striscioline larghe 2 centimetri.

Iniziate a formare i nodini prendendo una strisciolina, tenendone un’estremità stretta tra indice e pollice e iniziate a far girare la striscia intorno alle ultime quattro dita della vostra mano. L’altra estremità inseritela all’interno del gomitolo creato per fermarlo. Proseguite cosi con tutte le striscioline di impasto.

Disponete le brioche a 15 a 15 su due teglie rivestite con cartaforno.

Fate cuocere i kardemummabullar nel forno preriscaldato 180°C per circa 12-15 minuti, fin quando le brioche non saranno dorate. Appena togliete le brioche dal forno, spennellatele con abbondante sciroppo d’acero. Se potete, servitele calde.

Per fare i nodi, consiglio di guardare il tutorial di Martin Johansson.

Nota: considerata la quantità di impasto, se non avete un piano da lavoro spazioso, consiglio di dividerlo in due, prima di iniziare a stendere e farcire.

Kardemummabullar – swedish cardamom buns


Write a review

Print

Prep Time
40 min

Cook Time
2 hr

Total Time
2 hr 40 min

Prep Time
40 min

Cook Time
2 hr

Total Time
2 hr 40 min

Ingredients for 30 cardamom buns
  1. 850gr all-pourpose flour,
  2. 110gr sugar,
  3. 1 tablespoon honey,
  4. 150gr soft butter,
  5. 3gr salt,
  6. 500ml whole milk,
  7. 15 cardamom capsules,
  8. seeds of a vanilla pod,
  9. 15gr Beer Yeast
+ Ingredients for filling
  1. 170gr soft butter,
  2. 130gr muscovado sugar,
  3. 25 cardamom capsules,
  4. 1 teaspoon of cinnamon
  5. + maple syrup to finish
Prepare the dough of brioche
  1. In the lukewarm milk add half sugar, the spoon of honey, the yeast and the crushed cardamom seeds. Place the flour, salt and the remaining sugar in a large bowl and start adding the milk without filtering it, mixing it with a fork. Finally, add the soft butter at room temperature and salt and begin to work the dough until you have a smooth, elastic mixture that is easily removed from your hands. Scrape dough out onto a lightly floured surface and shape it into a bun, tucking the edges toward the center. Put the down the dough into the bowl and place bowl in a warm place and let it rise for about 2 hours and 30 minutes..
Prepare filling
  1. Work with a silicone spatula the butter with sugar, the crushed cardamom seeds and cinnamon. Keep at room temperature.
  2. Roll out dough into a big retangle. Spread filling onto the whole dough so that it covers the entire area. Bend the dough in two, from the longest side, push slightly, put it on a baking tray and let it rest in the refrigerator for about 20 minutes so that the butter solidifies.
  3. Remove the dough from the fridge and with the help of a pizza wheel cut the dough into about 30 perpendicular (to you) 2 centimeter strips.
  4. To shape the rolls, hold one end of the strip in your right hand, pinching it between your pointer finger, middle finger, and thumb. Hold the other end with your left hand and pull it gently to stretch it a bit and start twisting it to create a twist in the strip. Hold the strip and wrap it around your thumb and forefinger twice. Remove your thumb, and take the remaining strip of dough and pull it over top of the shaped roll and tuck it into the place where your thumb used to be. place the twisted roll on the parchment paper-lined baking sheet. Repeat with the rest of the dough strips.
  5. Cook the kardemummabullar in the preheated oven at 180°C for about 12-15 minutes or until the brioche will be golden. As soon as you remove the brioche from the oven, brush them with plenty of maple syrup. If you can, serve hot.
Notes
  1. To make the knots, I suggest watching Martin Johansson’s tutorial.
  2. Note: Considering the amount of dough, if you do not have a spacious work plan, I suggest you split it in two before you start rolling and stuffing.
Miss Becky's Cottage http://missbeckyscottage.it/

From others kitchen

FixFeastFlair – Swedish Cardamom Rolls

Nadel und Gabel – the joy of fika, swedish kardemummabullar

Adventures in cooking – SALTED SWEDISH CARDAMOM BUNS

(Visited 146 times, 1 visits today)

Let everyone know… Share!Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest79Share on LinkedIn0Share on StumbleUpon0Share on Tumblr0Share on Yummly0Share on Reddit0Email this to someonePrint this page

10 Comments on Kardemummabullar. Swedish cardamom buns

  1. Custode
    10 novembre 2017 at 17:32 (1 settimana ago)

    meravifantadeliziosi … ed evaporati!

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      10 novembre 2017 at 19:45 (1 settimana ago)

      E poteva essere diversamente con voi per casa? 😀

      Rispondi
  2. Francesco
    10 novembre 2017 at 18:56 (1 settimana ago)

    Davvero splendido il tuo prologo e non ti nascondo che, quando ho letto ciò che scrivi e ancora senti per la tua nonnina materna, mi hai commosso e, quando hai raccontato di te bambina irrequieta e vivace, ho ripensato alla mia fanciullezza. E’ stato , insomma, un ripercorrere il tempo della memoria in una misura amorosa e piena di sentimento ed ha fatto da contorno a questa tua preparazione svedese della quale non avevo mai nemmeno sentito il nome.
    Proverò a prepararli perché penso che ne valga la pena, soprattutto per assaggiarne la dolcezza.
    Grazie per questo tuo suggerimento prezioso!!

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      10 novembre 2017 at 19:53 (1 settimana ago)

      Grazie di cuore per essere passato e grazie per esserti lasciato trascinare dai miei ricordi. Quando parlo di lei, ed io lo faccio spesso, mi lascio trascinare dai ricordi, dalle emozioni. Ripenso ad eventi particolari che ora da adulta assumono contorni differenti, più nitidi, più chiari, più pieni, più carichi d’amore o certe volte, di dolore. Rivivo con sentimento diverso certi accadimenti, rivedo con occhi diversi alcuni momenti, con gli occhi di madre forse.
      Questi dolcetti hanno il profumo perfetto per le notti d’inverno che verranno. E anche il sapore, decisamente!
      Un abbraccio

      Rispondi
  3. Debora
    10 novembre 2017 at 21:28 (1 settimana ago)

    Sono venuta perché la bellezza di questi nodini può solo rapire lo sguardo e l’attenzione e poi i tuoi racconti mi hanno rapita nuovamente. Così adesso sognante e sorridente pregiato quando li rifarò pensandoci fortemente.

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      13 novembre 2017 at 12:02 (7 giorni ago)

      Debora, stella tu, grazie. Grazie per essere passata e grazie per le tue parole! :))

      Rispondi
  4. Ros
    11 novembre 2017 at 10:47 (1 settimana ago)

    Leggere di tua nonna mi ha portato indietro con il tempo a quando ero piccola e rimanevo sempre estasiata nell’ammirare le mani di mia nonna quando impastava o preparava un dolce per i suoi nipotini! Un ricordo bellissimo e poetico! Ed anche io come te da piccola ero irrequieta non stavo mai ferma avevo sempre mille cose da fare non stavo mai ferma spero di provare presto questi deliziosi nodini che mi hanno colpita subito quando le ho viste! Complimenti per tutto Cara

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      13 novembre 2017 at 12:03 (7 giorni ago)

      Grazie di cuore Ros, grazie davvero. Un abbraccio grande!

      Rispondi
  5. Francesca
    12 novembre 2017 at 20:40 (1 settimana ago)

    Quando parli di tua nonna, mi sembra di vedere i tuoi occhioni da cerbiatta ancora più luminosi, un po’ umidi, pieni di tenerezza e di orgoglio… certe cose passano anche attraverso uno schermo, sai… la tua cucina è profondamente connessa con il tuo passato, la tua terra, i ricordi e le tue origini che ti hanno fatto essere la donna di oggi, che sforna cose così belle e buone, che entrano in una mano… e le cose che entrano in una mano, piccole e preziose, hanno valore… si possono nascondere, si custodiscono sottovoce… e si donano, con lo stesso amore con cui sono state create.

    Rispondi
    • Rebecka
      Rebecka
      13 novembre 2017 at 12:09 (7 giorni ago)

      Hai colto esattamente…ma in fondo, che altro potremmo mettere in tavola se non le nostre origini, la nostra cultura, quel cibo che ci ha nutriti non solo fisicamente, ma soprattutto spiritualmente e che ci ha resi chi siamo?!
      Quando parlo di lei, parlo della parte più profonda di me, di un pezzo della mia anima, del mio cuore. Lei è stata tanto, in modi così infiniti che nessuno più potrà pregiarsi di fare. Lei è stata culla, cardine, luogo di ritorno dalle scorribande boschive a piedi nudi. Lei è stata un Universo che nessuno degli universi conosciuti e sconosciuti, in nessuna dimensioni potrà più essere. Mi ha fatto amare la vita, la Mia vita in particolar modo. Mi ha insegnato la gratitudine per le piccole cose. L’ho amata molto, la amo ancora moltissimo e sarà così per il resto della mia vita e oltre…la mia seconda mamma, la madre di mia madre e forse di molte altre madri che in lei hanno trovato rifugio.
      Grazie di essere passata Franci…un abbraccio

      Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Comment *